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Quando la primavera si avvicina e le belle giornate, ti mettono la voglia di passare la domenica fuori casa, spesso si decide di fare una escursione in montagna.
Si ma dove andare? A volte la risposta è: andiamo “li” tanto in quel posto vanno tutti! Salvo poi scoprire a nostre spese, che quei “tutti” sono tutti più preparati di noi, ed arriviamo alla fine della giornata stanchi morti e magari anche insoddisfatti, per non essere arrivati alla meta prefissata. Dove abbiamo sbagliato? Semplice, non abbiamo consultato il percorso sulla cartina o non l’abbiamo fatto con la sufficiente attenzione, a volte è difficile districarsi tra tutti quei simboli e quelle righe. Ma il saper interpretare correttamente una cartina può aiutarci a capire se quel percorso è adatto alle nostre capacità.
Oppure non avevamo dietro il necessario equipaggiamento tecnico. Spesso quando si parte, specialmente a noi che abitiamo vicino al mare, ci fa strano dover portare dietro giacche e maglioni, ma in montagna la temperatura cambia in modo repentino.
Mi viene in mente quella volta che ho accompagnato degli amici ai Laghi di Pilato, era luglio, e nonostante le mie raccomandazioni, questi si erano portati dietro solo dei maglioncini di cotone, “tanto oggi è caldo”. Alla prima nuvola che ha coperto il sole siamo dovuti ritornare indietro perché questi tremavano letteralmente dal freddo.
Queste poche righe non intendono insegnare ad organizzare una escursione come dei professionisti,
per questo ci sono decine di manuali e i corsi organizzati dal C.A.I., ma vogliono dare degli utili consigli e stimolare ad approfondire gli argomenti trattati. Lo scopo è quello di far presente, a chi si prepara ad intraprendere un’escursione, che sarebbe bene consultare attentamente il percorso riportato sulla cartina per informarsi su quali difficoltà si va incontro. Per esempio sapere quale è il dislivello da superare. Spesso si guarda la quota di partenza e quella di arrivo, ma può capitare che lungo il percorso ci siano dei saliscendi, pertanto il dislivello complessivo del percorso  è maggiore di quello che avevamo calcolato. Oppure vedere se lungo il percorso c’è qualche fonte con acqua, controllare se il sentiero passa dentro al bosco, se ci sono dei tratti esposti o ci sono delle rocce da superare.
Prima di iniziare la consultazione di una cartina conviene sempre dare un’occhiata alla legenda della stessa per vedere i tipi di simboli adottati, spesso tra una ditta e l’altra vengono adottati dei simbolismi differenti. Un’altra cosa da accertare è la scala su cui si basa la cartina, da questa possiamo calcolare la lunghezza del percorso.